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L’Oratorio di Sant’Anna a Canera di Cravagliana

Riva Valdobbia e la Val Vogna è un viaggio nella memoria profonda di un territorio alpino, tra alpeggi, baite, sentieri, pascoli, acque, frazioni e testimonianze di vita quotidiana. Nato dal lavoro di ricerca di Pietro Ferraris e Vincenzo Pensotti, il volume raccoglie osservazioni sul campo, rilievi, fotografie, documenti d’archivio e ricordi legati a una montagna abitata e trasformata dal lavoro dell’uomo. 

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L'Alpigiana 9791282731003 01/07/2026 Italiano 46 pagine

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Stefano e Luca Novello

Libro di Stefano e Luca Novello Scoprili tutti
L’Oratorio di Sant’Anna a Canera di Cravagliana

Descrizione

Nel cuore della Valmastallone, nella piccola frazione di Canera nel Comune di Cravagliana, l’oratorio di Sant’Anna custodisce una storia fatta di fede, memoria e tenace devozione popolare. Nato per volontà di don Giovanni Antonio Nanotto, sacerdote originario del luogo, questo piccolo edifi cio sacro ha attraversato i secoli conservando tracce preziose: antichi legati, visite pastorali, reliquie, affreschi, quadri deteriorati dal tempo, feste patronali, pane benedetto e racconti tramandati di generazione in generazione.
 
Basato sugli scritti di Ferruccio Bossi e curato da Stefano e Luca Novello, il volume restituisce voce a un patrimonio rimasto a lungo nascosto, ricostruendo con attenzione la vicenda dell’oratorio e del suo “piccolo mondo”: una comunità raccolta attorno alla festa del 26 luglio, al suono della campana, alla devozione per Sant’Anna e ai segni materiali di una religiosità semplice, profonda, quotidiana. Tra documenti storici, memorie locali e immagini d’archivio, queste pagine invitano a guardare con occhi nuovi i luoghi minori della Valsesia: spazi apparentemente silenziosi, ma ancora capaci di raccontare chi siamo stati e ciò che merita di essere custodito.
 
Con questa pubblicazione, L’Alpigiana Casa Editrice rinnova il proprio impegno nel custodire e valorizzare la memoria delle terre alte, dando voce a storie minori solo in apparenza, ma fondamentali per comprendere l’identità profonda delle comunità di montagna.